La storia di Veronica

Date: 14/12/2019

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"Il nostro blog racconta le vite di persone reali che mostrano come hanno superato le sfide della vita con risultati positivi, con l’obbiettivo di aiutare gli altri"

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Essere bullizzata è un ricordo intenso che ha segnato tutti i miei anni scolastici. Ho frequentato una scuola privata, molti dei miei compagni provenivano da famiglie ricche ed erano cresciuti convinti di essere forti e importanti. Mi sono sempre sentita diversa dai miei compagni e avevo anche una diversa mentalità, anche se tutti eravamo della stessa nazionalità- All’epoca essere diversi non era accettato, dovevano piacerti le stesse cose che facevano gli altri, dovevi fare le stesse cose, seguire le stesse mode e comportarti nello stesso modo.

A bullizzarmi erano principalmente i ragazzi, ricordo solo i ragazzi anche se sono certa ci fosse una ragazza da qualche parte. Credevo che le ragazze non fossero così tanto bullizzate dai maschi, ma nella nostra scuola era così. In aggiunta al mio disagio, quando avevo circa 10 anni cominciai ad aumentare di peso. Vi erano diverse situazioni di bullismo che si verificavano in quegli anni, ma alcune situazioni erano più gravi di altre.

Ricordo in particolare durante una lezione di inglese un ragazzo, che oggi è diventato pugile e bodybuilder se ciò significa qualcosa, mi prendeva costantemente in giro per il mio modo di parlare inglese. Credo che vi fosse qualcosa che proprio non gli piaceva della mia pronuncia o della mia voce.

All’epoca l’insegnante ci chiedeva di leggere, rispondere alle domande eccetera, io però non volevo parlare a voce alta perché lui, e a parer mio anche altri ragazzi ridevano di me e mi infastidivano. Anche il mio peso era spesso oggetto di commenti, in particolare mi criticava il fatto che indossavo abiti attillati poiché a detta sua, essendo grassa avrei dovuto vestirmi diversamente. Anche se non ricordo esattamente le parole, conosco l’impatto che hanno avuto sulla mia autostima, quei commenti senza senso mi avevano ferita.

Venivo bullizzata più volte al giorno per i motivi più diversi. Un giorno qualcuno aveva spostato il mio banco, un’altra volta un altro prese il mio zaino e cominciò a portarlo in giro fingendo di essere me. Un’altra volta mi dissero che il mio nome indicava che io volevo mangiare di più.

Ricordo che tornavo a casa ogni giorno e piangevo. I miei genitori erano molto incoraggianti e cercavano di proteggermi dal bullismo, ricordo che parlarono con l’insegnante di inglese e le chiesero di intervenire e di non chiedermi più di leggere davanti a tutti, ma non servì a molto.

Mi ci sono voluti anni per riacquisire fiducia in me stessa e sentirmi bella nel mio corpo. Anche oggi, che ho perso tutto quel peso di troppo e non ho paura di parlare inglese o un’altra lingua straniera sono sempre estremamente consapevole del mio peso e indosso vestiti che mi permettono di nascondermi nel caso in cui dovessi prendere qualche chilo. Non sono nemmeno mai riuscita a sentirmi totalmente a mio agio con i ragazzi. I miei genitori mi trasferirono in un’altra scuola, persi i chili di tropo e cominciai ad allenarmi, ma purtroppo ero vittima di bullismo anche nella nuova scuola, anche se per ragioni diverse. Quando poi mi sono iscritta all’università le cose sono cambiate e anche io.

Riflettendo su quegli anni di scuola, credo che una delle ragioni per cui i bulli mi avessero presa di mira è che ero molto timida e tranquilla e non sapevo difendermi. In qualche modo, rimanendo buona e non opponendomi, offrivo ai bulli la possibilità di continuare a prendermi di mira. Ero giovane, ingenua e sensibile, una persona molto gentile. Con il passare del tempo, nonostante io abbia conservato queste caratteristiche, che davano così tanto fastidio ai miei bulli all’epoca, sono diventata più forte, e più dura. Ho capito che non c’è nulla di male nell’essere diversi e che è fantastico essere unici. È quella la vera bellezza della vita.